Riconoscimento Palestina: la demente approvazione di due mozioni contrastanti entrambe in seno alla maggioranza.
Anche oggi la politica parlamentare ha dato il meglio di sé.
Ci sono due mozioni diverse: l’una che chiede di profondersi nell’impegno della costituzione dello Stato palestinese (quindi non un riconoscimento immediato), l’altra che lo subordina ai negoziati tra Israele e l’Autorità nazionale palestinese. Il primo proveniente dal primo partito di maggioranza, il Pd, l’altra dai poltronari popolari, ovvero Ncd, Udc, e i rimasugli di Scelta civica. Ebbene entrambe sono state approvate!
Non ci soffermiamo molto qui, per non insultare l’intelligenza dei nostri lettori, sull’opportunità di subordinare il riconoscimento di uno stato ai negoziati che un altro stato (Israele) sta intrattenendo con lo stato in via di riconoscimento.
La proposta strampalata dei neodemocristiani non prevede il riconoscimento diretto della Palestina come stato, ma lo subordina al “raggiungimento di un’intesa politica tra il gruppo islamico Hamas e il suo antagonista laico Al-Fatah che, attraverso il riconoscimento dello Stato d’Israele e l’abbandono della violenza determini le condizioni per il riconoscimento di uno Stato palestinese”.
La mozione Pd parla invece di di riconoscimento dello Stato palestinese, ma, si badi, non come già esistente, bensì come impegno per seguitare a “sostenere in ogni sede l’obiettivo della Costituzione di uno Stato palestinese che conviva in pace, sicurezza e prosperità accanto allo stato d’Israele, sulla base del reciproco riconoscimento e con la piena assunzione del reciproco impegno a garantire ai cittadini di vivere in sicurezza al riparo da ogni violenza e da atti di terrorismo”. Il Pd parla di un impegno nel “promuovere il riconoscimento della Palestina quale Stato democratico e sovrano entro i confini del 1967 e con Gerusalemme quale capitale condivisa, tenendo pienamente in considerazione le preoccupazioni e gli interessi legittimi dello Stato di Israele”. Non pare proprio, questa, una dichiarazione di riconoscimento evidente dello Stato palestinese su un piano di eguaglianza con Israele. Questo nonostante Mogherini si sia distinta chiamando i rappresentanti palestinesi “ministri”. Solo etichetta dunque, niente sostanza. Così ci ha abituato il governo.
Semplificando, dunque, c’è il Pd da una parte che dice che bisogna impegnarsi per la costituzione della Palestina e dall’altra parte i centristi di governo (o di poltrona) che vorrebbero subordinare il riconoscimento della Palestina prima agli accordi in seno alle formazioni politiche palestinesi, poi agli accordi con Israele. Nessuno ha proposto una mozione che dicesse: il Parlamento italiano riconosce l’esistenza dello Stato di Palestina. Queste sarebbero le uniche parole, senza retorica, senza politichese, senza leccaculismi, che decreterebbero il riconoscimento, da parte del nostro paese, della Palestina come Stato indipendente.
Non date quindi retta alle testate giornalistiche che superficialmente dicono che oggi l’Italia ha espressamente riconosciuto la Palestina… Facilonerie da bar: l’emiciclo è troppo pavido per una scelta storica che ancora procrastiniamo, mentre sempre più paesi nel mondo decidono che la sovranità vale più della lobby, riconoscendo ufficialmente la Palestina. Si capisce bene perché le associazione ebraiche filo-israeliane oggi plaudano alla non decisione della nostra Camera delle onorevoli confusioni.
Elzeviro Informazione indipendente